24 settembre – Alle polemiche emerse per la concessione del Cenacolo Vinciano al rapper Sfera Ebbasta per la realizzazione del videoclip (nell’immagine un “frame”) di un brano del suo ultimo album ha voluto replicare, dopo aver letto alcuni commenti sui social, lo stesso Angelo Crespi, presidente di “Grande Brera”, il sistema culturale e polo museale di Milano che gestisce diversi importanti siti. Nel corso di un’intervista concessa al TG della RAI, Crespi ha spiegato che l’iniziativa è stata approvata per «in qualche modo cercare di “democratizzare” un’opera d’arte, di renderla fruibile, di farla vedere».
«Il Cenacolo – ha aggiunto – non ha certo bisogno di pubblicizzarsi, non abbiamo bisogno di pubblico in più. Le richieste che possiamo soddisfare sono circa 530–540 mila l’anno a fronte di un una domanda molto superiore. Sono purtroppo ancora tanti che non riescono a trovare i biglietti». L’idea rimane quella di rendere lo spazio più “vivo”, come accaduto per lo stesso Brera negli anni ’50 del secolo scorso.
Tutte le norme di sicurezze per la preservazione del capolavoro di Leonardo da Vinci sono state osservate dalla troupe al seguito del rapper milanese. Il cantante avrebbe pagato una somma di 10 mila euro per ottenere la necessaria autorizzazione e, negli accordi, ci sarebbe anche l’organizzazione di visite speciali riservate a ragazzi delle periferie, che forse mai avrebero pensato di poter un giorno entrare nel celebre refettorio delle Grazie.



